In un momento in cui le normative ambientali si stanno intensificando, la ricerca di soluzioni efficaci e convenienti per ridurre le emissioni di anidride carbonica (CO2) è sempre più importante per le aziende. Si trovano ad affrontare non solo normative sempre più severe, ma anche costi più elevati. L’efficace riduzione della CO2 diventa quindi una priorità essenziale. I combustibili a basse emissioni come il GNL e il bioGNL forniscono una soluzione pratica che combina i benefici ambientali con l’efficienza economica.
Passi rapidi verso gli obiettivi
Il trasporto merci è responsabile di oltre il 30% delle emissioni di CO2 nei trasporti. Con il previsto aumento del volume del trasporto merci nell’Unione Europea (UE) del 25% entro il 2030 e del 50% entro il 2050, le aziende di trasporto si troveranno ad affrontare elevate richieste di riduzione della propria impronta di carbonio.
Dal 2024, l’obbligo di rendicontazione ESG sarà esteso alle filiali slovacche di multinazionali. Dal 2027 al 2029 interesserà tutte le grandi imprese, che verranno valutate sulla base di tre parametri principali: fatturato, patrimonio e numero di dipendenti. Secondo il direttore di HaboLNG Peter Hab è fondamentale che le aziende tengano conto di questo obbligo nella loro pianificazione a lungo termine. «Ignorare questo dovere potrebbe non dare i suoi frutti nella revisione della relazione annuale e del rendiconto finanziario.»
Per le aziende manifatturiere, la transizione verso tecnologie più ecologiche è spesso un processo lungo. Dall’intenzione alla documentazione del progetto, all’ottenimento dei permessi, alla consegna e all’installazione della tecnologia, l’intero processo può richiedere da uno a tre anni. Tuttavia, sono disponibili soluzioni più efficienti per le aziende che devono soddisfare i requisiti sulle emissioni più rapidamente. L’impiego di trattori ecologici alimentati a GNL consente di ottenere una significativa riduzione delle emissioni entro quattro mesi dall’ordine.
Disponibilità di infrastrutture
Un fattore chiave nella decisione di passare a carburanti a basse emissioni è l’autonomia dei veicoli e la disponibilità di stazioni di rifornimento o di ricarica. I più vantaggiosi sono ancora i trattori diesel, che hanno un’autonomia compresa tra 2.800 e 3.500 chilometri per rifornimento. I camion più ecologici a GNL hanno un’autonomia compresa tra 2.000 e 2.500 chilometri, mentre i camion a idrogeno possono percorrere solo circa 850 chilometri. I trattori elettrici restano indietro con un’autonomia massima compresa tra 350 e 450 chilometri per carica.
La disponibilità delle infrastrutture influisce anche sul processo decisionale delle aziende. L’infrastruttura diesel è la più sviluppata e offre il massimo grado di flessibilità. In Slovacchia sono disponibili nove stazioni di rifornimento di GNL, mentre l’infrastruttura dell’idrogeno è limitata a una stazione di rifornimento. Esistono leggermente più stazioni di ricarica per camion elettrici, ma la loro copertura non raggiunge il livello necessario per una logistica affidabile.
Secondo P. Hab, il raggiungimento degli obiettivi ESG deve essere affrontato con lucidità. Ritiene quindi importante che i veicoli riducano al minimo il tempo trascorso fuori servizio. «La sosta presso una stazione di servizio, una stazione di ricarica o un servizio comporta costi aggiuntivi per le aziende», sottolinea. Aggiunge che i cambiamenti nella pianificazione delle flotte devono tenere conto non solo dei benefici ambientali, ma anche dell’efficienza operativa.
Fonte: HaboLNG
Importanza dei criteri ESG per le aziende
Il reporting ESG introduce le aziende nella modalità di valutazione dei rischi e degli impatti non finanziari. Questo processo comprende tre dimensioni principali: impatti ambientali, legami sociali e governance aziendale. Ciascuno di questi pilastri ha indicatori specifici che le aziende devono rendicontare in modo trasparente.
La dimensione ambientale valuta le emissioni di CO2 e di altri gas serra, la gestione dei rifiuti, l’uso sostenibile delle risorse naturali e le misure per tutelare la biodiversità. La dimensione sociale comprende le condizioni di lavoro, la sicurezza dei dipendenti, l’impegno nelle comunità e il sostegno allo sviluppo sociale. La gestione aziendale è attenta alla trasparenza dei processi decisionali, all’etica negli affari e al rispetto delle norme legislative.
Le aziende che implementano con successo i principi ESG diventano più resistenti alle fluttuazioni economiche e più attraenti per gli investitori. La gestione responsabile del rischio contribuisce anche alla loro sostenibilità a lungo termine e al valore di mercato.
Il Green Deal dell’UE
Rendere più ecologico il trasporto merci è una priorità del Green Deal dell’UE. La strategia per una mobilità sostenibile e intelligente mira a ridurre le emissioni dei trasporti del 90% entro il 2050. I limiti di emissione rivisti richiedono una riduzione graduale delle emissioni: 45% entro il 2030, 65% entro il 2035 e 90% entro il 2040. Questi obiettivi saranno integrati con le emissioni. sistema commerciale (ETS), che sarà esteso anche alla circolazione stradale a partire dal 2027 trasporto. Le aziende dovranno quindi pagare per l’inquinamento, il che accelererà la transizione verso tecnologie pulite e carburanti a basse emissioni.
Secondo P. Hab, gli standard di emissione più severi possono essere soddisfatti solo utilizzando alternative più ecologiche, come il GNL e successivamente il bioGNL. «Il bioLNG è un combustibile fondamentale per rendere più sostenibile il settore dei trasporti a lunga distanza», sottolinea, sottolineando che i combustibili a basse emissioni consentono di raggiungere obiettivi ambientali senza aumentare drasticamente i costi di trasporto.
Vantaggi del bioGNL
Il BioGNL, noto anche come biometano liquefatto, rappresenta una soluzione energetica sostenibile. È prodotto dalla fermentazione dei rifiuti organici, cioè letame, rifiuti domestici o agricoli. Durante il processo produttivo, il metano viene separato dall’anidride carbonica, mentre la cattura e il riutilizzo della CO2 rendono il bioGNL carbon neutral. Questo processo elimina le emissioni di ammoniaca (NH3), protossido di azoto (N2O) e metano (CH4) che derivano dal tradizionale spargimento del letame sui campi.
Quando si brucia il bioGNL, solo il carbonio precedentemente assorbito dall’ambiente viene restituito all’atmosfera, rendendolo parte del ciclo del carbonio biogenico. «Perché il bioGNL è carbon neutral? Perché è creato dal biometano ottenuto sulla superficie terrestre. Quando si brucia il biometano, il carbonio viene rilasciato sotto forma di CO2, ma fa parte di un ciclo naturale sano», spiega P. Habo. A differenza dei combustibili fossili, che immettono nell’atmosfera il carbonio bloccato nella terra da milioni di anni, aumentandone così la concentrazione, il bioGNL ricicla solo il carbonio già esistente.
I benefici del bioGNL vanno oltre i benefici climatici. Rispetto al GNL fossile, che riduce le emissioni di CO2 del 20%, il bioGNL raggiunge una riduzione dall’80 al 170%. Inoltre, non emette zolfo, ossidi di azoto o particelle solide, il che migliora significativamente la qualità dell’aria nelle città e nei paesi. Secondo P. Haba, il bioGNL rappresenta una soluzione economicamente sostenibile in grado di soddisfare le aspettative dei regolatori, del pubblico e degli investitori. Per le aziende significa capacità di soddisfare rapidamente gli standard ESG, ridurre le emissioni e migliorare l’immagine, pur mantenendo la flessibilità operativa.
L’articolo fa parte della serie Combustibili alternativi, il cui partner è la società HaboLNG.

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